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LA RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI E DELLE SOCIETA' 2012
La fase organizzativa • La gestione del rischio • Il sistema sanzionatorio • Criteri di attribuzione della responsabilità
 
 


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Autore: D'Orsogna Bucci Marco
                Urban Martina
Editore: SISTEMI EDITORIALI
Collana: CENTRO STUDI UNGDCEC
Numero collana: GDC
Edizione: 1
Data di pubblicazione: 5/8/2012
Pagine: 223
Reparto: Giuridico
Argomento: Tutto il Reparto , Responsabilit. Penale , Penale , Societario
 
Prezzo di listino € 25.00
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L’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili ha sempre fatto della formazione professionale un caposaldo della sua attività, tanto da dare vita, nel 2006, alla Fondazione Centro Studi.Per la Fondazione e per gli unionisti tutti, fare formazione non significa solo soffermarsi agli aspetto tecnico-professionali, ma riconoscere negli eventi formativi, quali che siano (convegni, congressi o anche lo stesso aggiornamento quotidiano che svolgiamo nei nostri studi, magari leggendo libri come questo), un momento di presa di coscienza e di consapevolezza del ruolo che la professione può e deve esercitare all’interno della nostra comunità; fare formazione significa anche dare indicazione ai propri iscritti su quelle che possono essere le necessità formative richieste dal continuo evolversi dei mercati in cui ormai il Commercialista, e specialmente il giovane Commercialista, è chiamato ad operare.La responsabilità amministrativa degli enti è materia anche per Professionisti che, grazie alla loro preparazione multidisciplinare, possono ritagliarsi un importante ruolo nella gestione della materia.È, pertanto, un vero piacere per la Fondazione che ho l’onore di presiedere, presentare un testo sulla materia che possa essere di aiuto a tutti i colleghi che già operano o che intendono ritagliarsi sull’argomento una competenza specifica.
Ho chiesto al collega Pier Luigi Marchini, componente del collegio sindacale della Fondazione, ricercatore in economia aziendale presso l’Università di Parma e studioso della materia, di predisporre una sintetica prefazione del volume realizzato dal collega Marco D’Orsogna Bucci e dall’Avvocato Martina Urban, cui vanno i miei complimenti e i ringraziamenti per l’impegno profuso.

PresentazionePrefazionePAR TE primaLA FA SE ORGANIZZATIVA1. La fase organizzativa1.1 Il modello di organizzazione, gestione e controllo1.2 Pluralità di modelli: l’approccio per attività e per soggetti1.3 L’adozione del modello1.4 Il team work aziendale di supporto e assistenza all’organo dirigente2. Fasi di costruzione del modello2.1 Check-up aziendale: esame della documentazione e delle procedure esistenti2.1.1 Il Manuale Organizzativo2.1.2 L’Organigramma2.1.3 Il Mansionario2.1.4 Il sistema delle deleghe e delle procure2.1.5 Le procedure aziendali2.2 La gestione del rischio2.2.1 I fattori di rischio2.2.2 La mappatura delle aree a rischio reato2.2.3 Metodi di valutazione del rischio2.2.4 As is Analysis e valutazione del rischio reato2.3 Il Codice Etico2.3.1 La regolamentazione disciplinare2.4 Attività di formazione e diffusione del modello organizzativo3. L’organismo della vigilanza3.1 Fonte normativa e requisiti3.2 La composizione monocratica o plurisoggettiva3.3 Vigilanza attribuita alle strutture aziendali di controllo esistenti3.4 Vigilanza attribuita alle strutture create ad hoc3.5 Rapporti con altri organi aziendali3.6 Rapporti con l’organo di controllo aziendale alla luce del testo approvato dal Consiglio Nazionale dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili sulle nuove norme di comportamento del Collegio Sindacale3.7 O rganizzazione a autoregolamentazione dell’Organismo di Vigilanza4. Modello in tema di tutela della sicurezza sul lavoro4.1 Previsioni del d.lgs. 81/20084.2 Progettazione e contenuto di un modello per un sistema di gestione della salute e della sicurezza4.3 La delega di funzioniPAR TE SecondaAspetti sostanziali della responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato1. I soggetti1.1 Destinatari della normativa1.2 Enti esclusi1.3 Enti pubblici economici1.4 Enti a soggettività pubblica che non esercitano poteri pubblici1.5 Enti a soggettività privata che svolgono un servizio pubblico1.6 L’imprenditore individuale1.7 I gruppi di imprese2. Principi generali2.1 Il principio di legalità2.1.1 La riserva di legge2.2 Il principio di tassatività2.3 Il principio di irretroattività2.4 Divieto di analogia2.5 I principi che regolano la successione delle leggi nel tempo2.6 Reati commessi all’estero2.6.1 Responsabilità amministrativa delle società estere3. Criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa dipendente da reato ed eventuali esezioni o esimenti3.1 Criteri oggettivi e soggettivi di attribuzione di responsabilità3.2 Gli autori del reato presupposto3.2.1 Soggetti in posizione apicale3.2.2 La posizione dei sindaci3.2.3 Soggetti in posizione subordinata3.2.4 La posizione dei consulenti3.3 Esenzione da responsabilità in caso di mancanza di interesse o vantaggio per l’ente3.4 Criteri soggettivi di attribuzione di responsabilità3.4.1 Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell’ente3.4.2 I modelli di organizzazione3.4.3 L’efficacia esimente dell’adozione ed efficace attuazione di un modello di organizzazione3.4.4 Soggetti in posizione subordinata e modelli di organizzazione dell’ente3.4.5 Posizione dei membri dell’organismo di vigilanza3.5 Autonomia delle responsabilità dell’ente4. Il sistema sanzionatorio per gli illeciti dipendenti da reato4.1 Considerazioni generali4.2 La sanzione amministrativa pecuniaria4.2.1 Casi di riduzione della sanzione pecuniaria4.3 Le sanzioni interdittive4.3.1 Interdizione dall’esercizio dell’attività4.3.2 Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze oconcessioni funzionali alla commissione dell’illecito4.3.3 Divieto di contrattare con la pubblica amministrazione4.3.4 Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli concessi4.3.5 Divieto di pubblicizzare beni o servizi4.3.6 Irrogazione delle sanzioni interdittive4.3.7 Criteri di scelta delle sanzioni interdittive4.3.8 Commissario giudiziale4.3.9 Riparazione delle conseguenze del reato4.4 Pubblicazione della sentenza di condanna4.5 Confisca4.5.1 Nozione di profitto confiscabile4.5.2 Confiscabilità del profitto da attività lecita4.5.3 Oggetto materiale della confisca: beni appartenenti al patrimonio del soggetto responsabile4.5.4 Limiti alla confisca a carico dell’ente: le restituzioni al danneggiato4.5.5 Ulteriori limiti alla confisca: i diritti acquisiti dai terzi di buona fede4.5.6 Casistica giurisprudenziale in tema di confisca4.6 Disposizioni comuni in tema di applicazione delle sanzioni4.6.1 Reiterazione4.6.2 Pluralità di illeciti4.6.3 Prescrizione4.7 Responsabilità per inosservanza delle sanzioni interdittive5. Responsabilità amministrativa per i reati previsti dal d.lgs. 231/20015.1 Considerazioni generali5.2 Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico5.3 Delitti informatici e trattamento illecito di dati5.4 Delitti di criminalità organizzata5.5 Concussione e corruzione5.6 Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento5.7 Delitti contro l’industria e il commercio5.8 Reati societari5.9 Delitti con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico5.10 Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili5.11 Delitti contro la personalità individuale5.12 Abusi di mercato5.13 Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro5.14 Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita5.15 Delitti in materia di violazione del diritto d’autore5.16 Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria5.17 Reati ambientali5.18 Delitti tentati (art. 26)6. Responsabilità patrimoniale e vicende modificative dell’ente6.1 Responsabilità patrimoniale dell’ente6.2 Vicende modificative dell’ente6.2.1 La trasformazione6.2.2 La fusione6.2.3 La scissione6.2.4 La determinazione delle sanzioni nel caso di fusione o scissione6.2.5 Rilevanza della fusione o della scissione ai fini della reiterazione6.2.6 Cessione di azienda6.2.7 Fallimento
6.3 Profili di criticità e prospettive di riforma
 
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