L’autore elabora un’accurata analisi economico-finanziaria delle varie forme di finanziamento utilizzabili, per consentire al lettore di individuare quella che più si adatta alla fattispecie concreta.
La profonda evoluzione subita dagli enti locali negli ultimi anni ha generato una sempre maggiore importanza alla funzione finanza che diventa il baluardo per il reperimento delle risorse necessarie agli investimenti, scarse e aleatorie per definizione. Il ricorso al mercato finanziario, sempre più frequente, è maturato a seguito del verificarsi di una serie di cause: la riduzione dei trasferimenti statali, l’affievolirsi dei vincoli di tesoreria unica, l’ottimizzazione della struttura finanziaria, l’aumento della cultura manageriale e di risultato, l’aumento degli strumenti utilizzabili. Per l’operatore locale, di fronte alla vasta gamma di prodotti finanziari utilizzabili sul mercato, si pone il problema di individuare lo strumento più idoneo per la realizzazione di un particolare investimento. La scelta del tipo di finanziamento da utilizzare si fonda sulla programmazione economica dell’ente e su aspetti tipicamente finanziari - la capacità di programmazione della struttura, la propensione al rischio dell’ente, la previsione sull’andamento del mercato finanziario e dei principali indicatori economici e finanziari, per comprendere la situazione generale dell’ente, il suo grado di autonomia, la capacità di indebitamento, la rigidità strutturale. L’autore elabora un’accurata analisi economico-finanziaria delle varie forme di finanziamento utilizzabili, per consentire al lettore di individuare quella che più si adatta alla fattispecie concreta. Per ciascuna tipologia contrattuale sono messi in evidenza riferimenti normativi, caratteristiche fondamentali, metodi di contabilizzazione, vantaggi ed eventualmente controindicazioni. Il lavoro è corredato da un’ampia selezione di strumenti operativi, quanto mai necessari per la gestione di attività così complesse, e dalla normativa sinora emessa. |